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07
GIU
2021

Con il volley insegno la mia vita in salita

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La grande passione per lo sport lo ha portato, nonostante le difficoltà, a diventare un allenatore di volley femminile e un personal trainer di successo. E di difficoltà Federico Neri, classe 1995, ne deve affrontare tante tutti giorni, dato che è costretto a vivere su una sedia a rotelle. Una storia in salita la sua, costellata di piccole e grandi sfide quotidiane. Una persona speciale che, nella vita, desidera solo poter vivere in modo normale. “Non mi reputo diverso”, spiega. “Se devo affrontare delle rinunce, in qualche modo le rimedio. C’è sempre una soluzione, l’ho imparato dallo sport”.

Una passione iniziata fin da piccolo, quando andando ad assistere alle partite di volley di sua cugina Cristina ha capito che quella doveva assolutamente essere la sua strada. Così, dopo avere cominciato ad allenarsi a Segrate sotto la guida di Massimo Eccheli, ha via via saputo affermarsi fino a essere messo a contratto dalla Dolcos Volley Busnago come allenatore per le ragazze under 13 e 15. “Siamo orgogliosi che Federico sia entrato a fare parte della squadra – dichiara il presidente Stefano Galbusera – perché lo conoscevo già come allenatore. Quando il nostro Max Bruini me lo ha proposto come suo collaboratore non ho avuto dubbi. È un giovane che ha una grande passione, un trascinatore nato. Requisiti essenziali per allenare la squadra giovanile: la sfida che si deve affrontare è la costruzione dei giocatori e del loro carattere”. “Amo costruire un rapporto speciale con le bambine e loro lo percepiscono e seguono le mie indicazioni. Prima ancora che sulla tecnica mi piace lavorare sul carattere. Insegno a essere forti e a fare il gioco di squadra”. Agli impegni di volley Federico ha aggiunto una nuova passione: quella del personal trainer. Una strada intrapresa quasi per gioco durante il lockdown, quando ha cominciato a seguire gli allenamenti di un gruppo di amici attraverso la piattaforma Zoom. “Un successo superiore a ogni aspettativa perché attraverso il passaparola molti altri si sono uniti, al punto che ho dovuto creare più classi per rendere le lezioni eterogenee. Ora sono anche su Facebook e Instagram con il link “No Fede no fitness”. Nella mia palestra virtuale ci si allena non solo fisicamente ma, fra un esercizio e l’altro, cerco di potenziare in tutti la forza della mente positiva. Per chi ha una disabilità, come nel mio caso, lo sport non fa diventare supereroi, ma aiuta a uscire da un guscio che rende invisibili. Fare sport vuole dire prima di tutto guardarsi dentro. Affrontare i problemi legati alle prestazioni sportive insegna ad affrontare i problemi della vita e si impara da tutto, soprattutto dalle sconfitte. È l’insegnamento che voglio trasmettere”.

Valeria Giacomello

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